Chi sono

Chi sono e la mia formazione

Psicologo e psicoterapeuta a Santa Maria degli Angeli e Foligno

Sono Matteo Fragola, Psicologo clinico e Psicoterapeuta, iscritto all’Ordine degli Psicologi dell’Umbria al n. 1334.
Sono nato ad Assisi, mi sono laureato in Psicologia Clinica e di Comunità presso l’Università degli Studi di Firenze e mi sono specializzato alla Scuola quadriennale di Psicoterapia presso la SIPT – Società Italiana di Psicosintesi Terapeutica a Firenze.

Il mio approccio terapeutico

Il mio lavoro mi appassiona da sempre e tuttora continua ad appassionarmi: l’incontro con l’Altro è per me motivo di crescita continua.
Il mio approccio – la Psicosintesi – è molto vasto e include diversi orientamenti psicologici, integrandoli in un’ ampia visione dell’essere umano: la psicologia dinamica, la psicologia umanistica, la psicologia cognitivo-comportamentale, la psicoenergetica, la psicosomatica e la psicologia transpersonale vengono tutte abbracciate e integrate dalla Psicosintesi.

Un percorso su misura per ogni persona

Questa vastità di prospettiva mi permette di sviluppare ogni percorso terapeutico come un “abito su misura” per ogni singola persona, con le specifiche istanze e tematiche che questa porta in psicoterapia.
Come professionista ricerco una sinergia tra più prospettive psicologiche, ma allo stesso tempo sono convinto che poiché ogni essere umano è unico, anche ogni percorso terapeutico debba essere unico e originale. Nella relazione personale con l’utente, vengono accolti nella loro complessità i valori e i tratti specifici di ognuno, le gioie e le sofferenze, gli obbiettivi e le aspirazioni.
Il mio lavoro di psicoterapeuta coinvolge e riguarda l’essere umano nella sua interezza: il vissuto emotivo della persona, il corpo, l’area del pensiero, la sfera delle relazioni interpersonali e di coppia, il rapporto con l’ambiente circostante e gli obbiettivi che la persona si pone sono tutti aspetti della terapia.
La presenza che offro è volta alla comprensione e alla trasformazione del disagio tenendo conto della specificità della persona, scoprendo e utilizzando risorse spesso nascoste.

La mia visione del lavoro terapeutico

Amo profondamente il mio lavoro di psicoterapeuta e lo considero inseparabile dal mio percorso di crescita interiore.
Ogni metodo, tecnica o percorso che propongo ai miei pazienti, lo sperimento prima di tutto su me stesso.
Credo che la terapia non sia soltanto un insieme di strumenti da applicare, ma un incontro umano e trasformativo che richiede presenza, autenticità e consapevolezza.
Lavorare su di sé, per me, significa coltivare la capacità di riconoscere i propri limiti, trascendere il giudizio, accogliere le proprie tematiche, restando allo stesso tempo centrati in se stessi e nel momento presente.
Significa aver attraversato — e continuare ad attraversare — le stesse dimensioni interiori che spesso le persone che mi chiedono aiuto portano in seduta.
Questo non solo mi permette una maggiore padronanza nel processo terapeutico, ma anche una profonda risonanza empatica: so cosa si prova ad attraversare un cambiamento, a guardarsi dentro, a lasciare andare vecchie parti di sé e a protendersi verso nuovi obiettivi.